ANNAMARIA PETRARCA: l’esperienza alternanza scuola-lavoro

Oggi siamo giunti al termine di questa esperienza di alternanza scuola-lavoro che prevedeva la nostra partecipazione agli Assoluti di Scherma 2017 in veste di vari ruoli: direttori, vicedirettori, articolisti,fotografi, editorialisti…Ognuno di noi ha scelto quale ruolo avrebbe potuto ricalcare al meglio. In preparazione a queste giornate abbiamo partecipato a dei corsi preparatori; oltre a scegliere la mansione che avremmo coperto all’evento, le lezioni sono state importantissime per farci notare sia le nostre abilità che le nostre mancanze ed in questo caso, essendone consapevoli, cercare di accettarle e superarle. Ci è anche stato insegnato quanto è importante esprimere la propria opinione e in quanta misura questo possa influire l’opinione che gli altri hanno di noi: credo che questo sarà utile a tutti noi per un futuro lavorativo. Personalmente ho imparato molto da questa esperienza, in particolare ho scoperto alcuni lati di me stessa di cui non mi ero resa conto; ad esempio, avevo scelto il ruolo di articolista perché pensavo che il ruolo di intervistatore non facesse per me, invece, ho dimostrato a me stessa che ne ero capace e che, anzi, tutti avevano le mie stesse difficoltà e insicurezze. Durante il corso ho notato quanto noi ragazzi siamo simili su talune cose: a parte rari casi tutti non ci “sentivamo all’altezza” al compito affidatoci, tuttavia, credo che ognuno di noi si sia fatto coraggio e ce l’abbia messa tutta per fare il suo compito al meglio..E ci è riuscito.   Ritengo che questa esperienza molto formativa anche perché tutti avevamo il nostro compito ed eravamo responsabili di noi stessi: noi avevamo la responsabilità di non perdere l’occasione di intervistare uno sportivo,di riportare un’intervista o scrivere un articolo in tempi abbastanza stretti, di fare le foto al momento giusto. Se qualcuno non svolgeva al meglio il suo compito andava a compromettere anche il lavoro degli altri. Insomma, ci è stato insegnato cosa voglia dire lavorare in gruppo, cosa a cui la maggior parte di noi, io compresa, non è stata abituata. Spesso tutti gli ambienti frequentati dai ragazzi,inclusi la scuola, insegnano la competitività oppure ci educano ad un “lavorare in gruppo” piuttosto falso, in cui tutti vogliono prevaricare sugli altri o sembrare migliori. Concludendo, tutto questo è stata una lezione di vita.

Annamaria Petrarca

4A – Liceo Classico “Dante  Alighieri”

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