Intervista a Andrea Baldini

Pluripremiato schermitore italiano specializzato nel fioretto, Andrea Baldini partecipa oggi agli assoluti di scherma di Gorizia.

Nel suo percorso sportivo partecipa alla coppa del mondo, alle Olimpiadi di Londra e di Rio, conseguendo molte vittorie.

Che cosa ne pensa della gara che ha appena svolto?

Ho vinto, chiaramente sono contento e ho tirato anche abbastanza bene nella seconda parte. Ormai inizio a essere vecchiarello, quindi gareggio con avversari più giovani che danno tutto e i risultati non sono scontati. Si è visto prima che Avola, Aspromonte e alcune teste di serie hanno perso contro avversari meno blasonati, perciò niente è scontato. Il primo incontro è andato, sono contento, ora avrò un nuovo avversario che viene dalla mia stessa palestra e non sarà facile.

Cosa pensa durante i momenti di difficoltà in uno scontro?

Di solito si cerca di pensare cosa stia andando male, ma non bisogna perdersi nei pensieri, perché comunque, come avete visto, l’assalto dura poco e l’arbitro ti richiama subito per la prossima stoccata. Devi quindi essere veloce mentalmente, capire cosa c’è da correggere per poi ritornare subito al presente, non pensare più e andare d’istinto.

Dato che ha conseguito già molte vittorie, cosa pensa che potrebbe succedere nella sua carriera futura?

Ora è un periodo un po’ di scarico, adesso mi sono trasferito negli Stati Uniti e inizierò un master di studio che dura due anni. Onestamente è una domanda difficile, penso che mi dedicherò a questo master e cercherò di coordinare anche la scherma. Vedremo se riesco a reggere e restare a buoni livelli.

Cosa ha pensato quando ha partecipato alle olimpiadi?

Ne ho fatte due: una a Londra nel 2012, dove abbiamo vinto l’oro a squadre. Nell’individuale arrivai quarto, il primo che rimane a bocca asciutta, però è stata una bellissima esperienza, non solo la gara, ma tutto il contorno, la cerimonia d’apertura, il villaggio… è una cosa che ho sempre sognato e si è finalmente realizzata. Al contrario a Rio, la seconda a cui ho partecipato, è andato tutto male, l’unica nota positiva è che sono stato con la mia ragazza che è una schermitrice, che ha partecipato per la prima volta per la Turchia e alla fine ci siamo aiutati a vicenda per gare che non erano andate troppo bene.

A Gorizia come si è trovato?

A Gorizia sono arrivato ieri, alloggio in un albergo che è un po’ fuori città e per ora mi sono trovato bene.

Conosceva già l’avversario che ha affrontato poco fa?

Sì, avevo già gareggiato contro di lui un po’ di anni fa, e avevo vinto anche quella volta forse faticando, per quello mi aspettavo che fosse un match combattuto e anche questa volta è successo, però sul finale lui ha un po’ calato, quindi è andata bene.

Qual è stata la persona che l’ha aiutata durante la sua attività sportiva?

Sono state tante persone, sicuramente i miei genitori che hanno visto che il voler far scherma per me era qualcosa, non come un passatempo, ma era diventato un sogno, una passione enorme. Non mi hanno mai tarpato le ali, mi hanno sempre aiutato e spronato in questo cammino e quindi sicuramente mi hanno aiutato e appoggiato. Poi, l’allenatore di sempre che è stato Paolo Paoletti con cui sono cresciuto schermisticamente.

Sofia Munafò – 3C Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

Photo by Laura Agostini – 4A Liceo Classico “Dante Alighieri”

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