Intervista a Fabrizio Citro

Gri Marizza: «Raccontami il tuo inizio carriera e la tua prima gara»

Citro: «Innanzi tutto è importante il mio primo giorno di scherma quando mi accompagnò alla palestra mio padre. Lui non faceva questo sport e io sono nuovo in questa tipologia di carriera. Lui capì che c’era una passione in me per quanto riguarda le spade e le armi in generale.»

Gri Marizza: «L’avversario più temuto?»

Citro: «L’avversario più temuto è il prossimo: Marco Fichera, che in questo momento credo sia uno degli schermidori più forti al mondo, probabilmente nella top 3. È un ragazzo che fa parte della nazionale, io li ho accompagnati a vincere la medagli d’argento a Rio lo scorso anno. Giocare la finale con lui è divertente ed eccitante, ma difficile.»

Gri Marizza: «Gli avversari sono anche amici?»

Citro: «Sì, quello sicuramente, anche perché nei ritiri assoluti negli allenamenti si convive insieme per qualche giorno o settimana. Abbiamo imparato a conoscerci e sappiamo i difetti l’uno dell’altro.»

Gri Marizza: «Come mai questo sport, anche se negli ultimi anni è più seguito, non ha mai avuto grande successo?»

Citro: «La risposta è abbastanza semplice, poter fare scherma non è facile come comprare un pallone dal tabaccaio e andarci a giocare. Da lì nascono i migliori campioni, giocando a pallone per strada si possono raggiungere degli obiettivi e delle soddisfazioni. Invece con la scherma è più complicato, comunque ci sono delle attrezzature che non sono per nulla economiche ed è difficile avvicinarsi a questa disciplina. Quindi è normale che solo una stretta cerchia di persone lo conoscano se ne appassionino. Devi avere la fortuna di entrare in questo mondo per poterti appassionare, una volta che ci si avvicina è difficile abbandonarla.»

Francesca Gri Marizza

3A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

Photo by Matteo Garizio – 3B Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

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