Intervista a Giorgio Caruso, addetto all’Ufficio Stampa della Federscherma – 09.06.2017

Intervista a Giorgio Caruso, addetto all’Ufficio Stampa della Federazione Scherma
Roberto Sartori: Quali sono le sue impressioni dopo questi giorni intensi di scherma? Giorgio Caruso: “Innanzitutto ti obbligo a darmi del tu! A parte gli scherzi, come hai detto bene, sono stati dei giorni intensi di scherma. Abbiamo fino ad oggi vissuto tanti momenti intensi sia in pedana che fuori; ad esempio, ci sono stati momenti protocollari in memoria a Marta Russo, al passaggio della bandiera. Sono stati tre giorni di scherma intendendo non soltanto quindi il discorso sportivo. Se dovessi dare un voto, darei 7+.”

Da un esperto come te, quali possono essere le valutazioni anche tecniche di questi assoluti? “Io non entro nel merito del discorso tecnico se come “tecnico” intendi l’agonismo. Questi assoluti hanno avuto delle punte d’eccellenza: la prima serata, svolta nella sala dell’UGG, è stata a mio parere un tocco particolare di fascino, perché è una palestra come tante ce ne possono essere, ma guardandosi attorno l’aria che si respirava è quella della grande storia, di quasi 150 anni di grande sport. Il fatto di avere vissute l’emozione di tre finali individuali in questo luogo a mio avviso è stato un momento che rimarrà nella nostra memoria. Questa edizione dei campionati italiani è stata vissuta particolarmente anche dagli schermidori che in più occasioni si sono commossi. Inoltre, ci sono stati anche i grandi nomi in questi assoluti: avere sulla pedana una schermitrice come Rossella Fiamingo e tre dei quattro schermidori della nazionale italiana di sciabola, non è assolutamente scontato. Parte di questi atleti partiranno alla volta di Tbilisi in Georgia per gli europei. La città è realmente tappezzata di manifesti di questi campionati italiani e ciò non è assolutamente da trascurare.”

Se tornassi indietro al primo giorno, ti saresti mai aspettato uno svolgersi così intenso degli assoluti e soprattutto, al momento di chiusura, sarai soddisfatto di ciò che si è svolto? “Il voto espresso 7+ non è eccellente, qualche sbavatura c’è stata, sia per problemi nostri, che per l’inesperienza che non è un difetto, ma è anzi uno stimolo a migliorarsi. La chiave di tutto è stato il problem solving: la capacità di reazione ai problemi e anche la reattività di risolvere questi sono stati fondamentali e il problem solving lo si ha quando si ha uno spirito positivo e propositivo. Salverei sicuramente l’ambiente, ma anche assolutamente i ragazzi, che hanno avuto e dato una esperienza di estrema vivacità e coinvolgimento ed è stata molto importante nei termini di partecipazione. Salverei anche quella che è stata la velocità degli eventi. Non abbiamo avuto momenti morti e momenti di pausa e il palinsesto Rai lo abbiamo rispettato alla lettera. Punti di forza sono parecchi. Per l’ultima giornata bisogna però mantenere la giusta attenzione come fatto finora. Credo dunque che questa edizione dei campionati italiani abbia lasciato il segno.”

 

Roberto Sartori

3A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

Photo by Alessandro Vescini – 3A Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

 

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