Intervista a Giorgio Caruso, addetto stampa della FIS

Gri Marizza: «Volevamo farti un’intervista un po’ più personale per conoscerti meglio. Innanzitutto volevamo chiederti da dove nasce questa tua passione per il giornalismo.»

Caruso: «Allora, la passione per il giornalismo nasce, credo, grazie a mio padre perché da sempre portava a casa a pranzo, rientrato dal lavoro, il giornale. Io attendevo il rientro di mio padre più per l’ovetto Kinder in realtà, ma anche per il giornale. E quindi, leggendo ogni giorno il giornale, ho iniziato a capire e ad essere curioso del mondo, e poi ad entrare in questa dimensione della comunicazione, che poi ho sviluppato sia iniziando con il giornale e quindi con la stampa e proseguendo poi con la televisione, e prima ancora con la radio.»

Gri Marizza: «Quali sono i pro e i contro del suo lavoro?»

Caruso: «Intanto il fatto che ti danno del lei, e quindi…»

Gri Marizza: «Scusa»

Caruso: «È come quando dici di parlare dei pro e dei contro di tua moglie. Quando sei innamorato, vedi pochi contro, poi è chiaro che li limi. Per essere giornalista, bisogna essere innamorati di nostra signora del giornalismo. I pro sono tantissimi, perché sei a contatto con mille realtà, soprattutto quando fai il giornalista “attivo”, quindi sui giornali, in televisione […]»

Gri Marizza: «Le vacanze non esistono…»

Caruso: «Non hai vacanze, però torno a dirti che quando sei innamorato, vedi tutto rose e fiori.»

Gri Marizza: «Lei ha parlato di essere allenato…»

Caruso: «Mi ha dato del lei, io adesso dico che se mi dà ancora del lei, chiudo questa intervista.»

Gri Marizza: «Hai parlato di una continua gara, come mai sei approdato in questo sport? Che cos’è che ti ha appassionato di più?»

Caruso: «Mi sono approcciato alla scherma perché ho avuto una proposta di collaborazione da parte del presidente della federazione italiana scherma, che ricercava per il ruolo di capo ufficio stampa un ragazzo giovane, che potesse investire su se stesso e che potesse dedicarsi unicamente a questo tipo di attività. Quando mi è arrivata la proposta avevo 26 anni e quindi non ho potuto dire di no, ed è stata una sfida, un investimento su me stesso, una botta di fortuna per certi versi, ma anche di coraggio, perché è un ambiente bellissimo. […] A noi spetta il compito di raccontarlo, di farlo uscire fuori e come un cuoco, che anche se ha degli ingredienti d’eccellenza deve poi riuscire a far gustare il meglio al pubblico. Io mi vedo più come un uomo di cucina da questo punto di vista.»

Gri: «Quindi oltre a raccontare questo sport lo farebbe un giorno?»

Caruso: «No, perché farei brutte figure; è uno sport che mi affascina sotto il punto di vista mentale e in questi giorni avrete modo di apprezzarlo sotto alcuni punti di vista, non solo sotto il punto di vista estetico degli atleti ma anche quello tattico, la strategia. È uno sport che affina molto la mente. […]»

Gri: «Come ultima cosa volevamo parlare di noi giovani.»

Caruso: «Noi giovani…»

Gri: «Siamo stati invitati a questo evento per un progetto di alternanza scuola lavoro. Abbiamo creato questa redazione. Cosa ne pensa? Ha qualche aspettativa?»

Caruso: «Io credo, l’ho vissuto sulla mia pelle, che c’è chi ci affida dei compiti, delle speranze e noi abbiamo il dovere e l’onore di dover rispondere a queste aspettative. Di contro abbiamo una forza, come l’ho avuta io quando ero più giovane, e l’avete voi, la voglia di dare qualcosa, la voglia di comunicare, però come in questo caso, noi come in questo momento storico nell’ambito della comunicazione, i giovani possono giocare un ruolo fondamentale. […]»
Gri: «Il logo per questi Assoluti le piace?»

Caruso: «Sì, mi piace molto.»

Gri: «L’aveva immaginato in un modo diverso?»

Caruso: «Chiaramente ognuno di noi ha una propria idea, una propria creatività. Mi piace molto sia questo sfondo stilizzato e tutto lo stile grafico creato qui a Gorizia. La voglia di utilizzare alcune nostre foto con uno stile particolare perché ti dà anche in questo caso ad esempio l’eleganza e lo stile di un affondo di un campione come questo, Andrea Baldini, ai campionati di Lipsia 2010 e mi piace, mi piace molto lo stile. Apprezzo molto il Friuli, sto iniziando a conoscere, da poco Gorizia ed è una terra che mi affascina, lo stile ammagliante che questa terra ha.»

 

Francesca Gri Marizza

4A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

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