Ruggero Vio, padre della schermitrice Beatrice Vio, detta Bebe Vio, medaglia d’oro alle paralimpiadi di Rio 2016

 

Photo by Francesca Kenda – 4A Liceo Classico “Dante Alighieri”

Alessandro Vescini: Come riesce a gestire il fatto che è sia padre che manager?

“E’ un casino, perché come padre devo far le cose da padre. Io non sono il manager: noi semplicemente non vogliamo dei manager, abbiamo visto Pistorius; la gente normale non conosce Oscar, noi invece siamo amici suoi, Bebe era molto legata a lui. Pistorius ha avuto un percorso che è stato reso difficile anche da una sbagliata funzione manageriale. Faceva i soldi e li faceva fare, non si badava più all’uomo ma alla macchina da soldi e si è perso per strada. Io non sono capace di fare il manager, semplicemente la accompagno, faccio il ‘facchino’. Noi non vogliamo un manager perché Bebe non ha bisogno di fare soldi, ha bisogno di divertirsi e di svolgere la funzione di promuovere lo sport paralimpico.”

Possiamo avere un’intervista anche con la figlia, più tardi? “Bisogna riuscire a beccarla. Ora è concentrata, dopo la gara magari si. Dato che vuole seguire le gare degli amici, resterà anche domani. Domani sera però dobbiamo scappare, la Reyer Venezia sta organizzando la finale e Bebe vuole fare il tifo anche per loro. Speriamo di riuscire a incontrarla, quindi, dopo la finale di oggi.”

Alessandro Vescini

3A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”