Intervista ad Augusto Bizzi, fotografo ufficiale della Federazione Italiana Scherma

 

Intervista ad Augusto Bizzi, fotografo ufficiale della Federazione Italiana Scherma.

 

Minin: «Come ci si sente ad essere il fotografo della Federazione?»

Bizzi: «Considerando che la nostra federazione di scherma è la più medagliata al mondo, è una bella soddisfazione vedere gli atleti che crescono, diventano campioni, seguirli fino alle olimpiadi. È un lavoro che mi piace.»

Minin: «Come si è appassionato al mondo della fotografia? È una passione che ha coltivato fin da piccolo?»

Bizzi: «La passione ce l’ho avuta sin dall’età adolescenziale, poi ho fatto un percorso legato sempre all’ambito sportivo. Ho svolto vari compiti nell’ambiente internazionale. Mio figlio poi ha deciso di fare scherma, ed era l’unico sport che gli piaceva; era piccolo e l’unico modo per stare in contatto con lui e parlare dello stesso argomento era provare a seguire la scherma. Così dal 2009 ho iniziato questo rapporto con il mondo della scherma.»

Minin: «Lei ha studiato per fare fotografia?»

Bizzi: «Ai miei tempi non si studiava. Ho fatto da autodidatta e lo sono tutt’ora perché devo seguire l’evoluzione che c’è stata nel mondo digitale. Di conseguenza ti devi adattare, studiare, provare, capire e partecipare.»

Minin: «Ha un rapporto particolare con la sua macchina fotografica, o ne usa più di una?»

Bizzi: «Allora, ovviamente ho più macchine. Di solito tendo ad usare per un periodo sempre la stessa, ma perché è l’ultima entrata in casa e quindi è quella più affidabile.»

Minin: «Vorrebbe partecipare a qualche evento particolare in qualità di fotografo?»

Bizzi: «Ma, francamente penso di aver partecipato a tutto, ho fatto diverse olimpiadi estive e invernali, vorrei riconfermare anche le prossime.»

Minin: «Consiglierebbe questo lavoro ai giovani?»

Bizzi: «Sì, è consigliabile se a uno piace e ha tanta passione. Se ha voglia di sacrificarsi, perché no.»

Minin: «Il suo lavoro è un lavoro che richiede sacrifici?»

Bizzi: «Nel campo specialmente della scherma, sì, perché stai fuori molti giorni all’anno, diciamo intorno ai 250 giorni e sei sempre in viaggio, stai molte ore nel palazzetto, lo vedete anche voi. Inizio alle mattina alle otto  ed esco la sera alle otto. E quindi la famiglia viene un po’ sacrificata, però se a uno piace il sacrificio poi viene.»

Minin: «Lei ha mai pensato di cambiare lavoro?»

Bizzi: «No, non saprei cos’altro fare.»

Minin: «È un lavoro che richiede molto tempo. Ha altri hobby?»

Bizzi: «Specialmente da quando lavoro nella scherma è h24 perché poi c’è tutta la fase di archiviazione anche nei giorni in cui non ci sono competizioni. E ovviamente il tempo per l’hobby è u po’ scarso.»

 

Andrea Minin

3C – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

Photo by Matteo Garizio – 3B Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

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