Intervista alla squadra delle Fiamme Oro Roma – 08.06.2017

 

Al termine della seconda giornata di Assoluti, le Fiamme Oro Roma trionfano sul Centro Sportivo Esercito nella finale della sciabola femminile a squadre. Per la squadra romana, composta da Sofia Ciaraglia, Elisa Passaro e Flaminia Prearo, è il massimo traguardo raggiunto in carriera, visto che hanno ottenuto la promozione in massima serie appena lo scorso anno. 

 

Mattia Visintin: «Intanto complimenti per la vittoria, come vi sentite da campionesse?»

Squadra: «Era sicuramente inaspettata, nel senso che noi non siamo mai state in A1 perché la nostra è una squadra giovane. Siamo rientrate l’anno scorso in A1 e questa è la prima gara quindi direi che è andata abbastanza bene no? Siamo contentissime.»

«Avete un buon feeling come squadra? Vi trovate bene insieme?»

«Si assolutamente, perché abbiamo fatto gran parte della stagione under 20 insieme da quando siamo piccole; insomma, facciamo soprattutto gare a squadre, come gli europei, i mondiali e quindi alla fine abbiamo un buon feeling anche perché ci prendiamo di testa. Comunque abbiamo un anno di differenza ognuna, abbiamo fatto tante gare, è una squadra abbastanza provata. Si direi che ci troviamo abbastanza bene.»

«Qual è il vostro maggiore risultato come squadra?»

«L’anno scorso abbiamo vinto l’ A2 ma questo è sicuramente il maggior risultato.»

«Preferite gareggiare in singolo oppure in squadra?»

«Questo è uno sport individuale quindi ognuno preferisce tirare singolarmente, però, almeno per esperienza personale, le vittorie conquistate in squadra sono quelle alle quali tengo maggiormente.» «Si magari poi ci sono vittorie sofferte, può succedere. Comunque danno sempre grandissima soddisfazione. Come questa che era inaspettata.»

«Vi sentivate le favorite oggi?»

«No, assolutamente no, partivamo già con un girone abbastanza difficile, c’era l’esercito che era sicuramente il favorito, ieri tre delle quattro ragazze della squadra hanno occupato le prime tre posizioni in individuale, quindi sicuramente non ci sentivamo le favorite.»

«Nelle gare a squadra vi sentite più pressione addosso?»

«No, sicuramente molta meno pressione, infatti rispetto le gare di ieri abbiamo tutte tirato meglio, eravamo molto libere, anche se c’è stato qualche momento negativo per tutte, ma siamo state sempre molto brave a recuperare.»

«Anche perché a differenza di molte gare individuali ti puoi girare e trovare qualcuno che faccia il tifo per te, soprattutto nel caso in cui le cose non vadano bene sia in grado di aiutarti, è un aiuto in più che non hai quando gareggi individualmente.»

«Avete qualche rito pre-gara di squadra?»

«Allora, diciamo che come squadra abbiamo un motto che è meglio cambiarlo subito perché è pietoso, per il resto giusto qualche scaramanzia personale.»

«Il motto è brutto, ma efficace!»

«Mi raccomando, se siete in squadra con Flaminia non azzardatevi a cambiare postazione o motto perché sennò siete spacciati!»

«Ha funzionato o no?»

«Ecco, esatto!»

«E allora si tiene!»

«Avevamo sbagliato il primo motto, una parola invece che dire “uno” avevamo detto “no” soltanto e da lì è rimasto sempre “no”, perché è il motto.»

«Si può sentire il motto?»

«Eh no!»

«È un po’ particolare perché io vengo da Castel Gandolfo, un paesino vicino Roma, dove c’è un dialetto che io non parlo, ma conosco solamente questa frase, che fa ridere, e quindi abbiamo fatto il motto.»

«Però solo Criscio e Gregorio capiscono questa cosa, quindi è stato un po’ difficile che le altre si mettessero a ridere.»

«Durante una trasferta è uscita, faceva ridere, solo in due la possono capire, però il motto è, che io faccio a loro: “Ce lo si dettu lo tramezzinu?” “Oh no!” (dialetto romano trascritto forse male da un goriziano!)»

 

Mattia Visintin

3C – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

 

Photo by Matteo Garizio – 3B Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

 

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