MANUEL GIUSTIZIERI: l’esperienza alternanza scuola-lavoro

Tutto è iniziato in classe, in una normale giornata scolastica di metà marzo. “Ragazzi, c’è una nuova circolare da leggere”. Erano le parole che ogni mattina sentivo dopo pochi minuti dalla prima campanella. “Niente di che” ho pensato. “Si tratta di un progetto per l’alternanza scuola-lavoro: il progetto assoluti di scherma 2017.” continua la prof. “Dovrete gestire l’ufficio stampa del sito che organizza i campionati italiani di scherma. C’è qualcuno che vuole prendere parte a questo progetto”. Mi ricordo di non aver capito bene di cosa si stesse trattando, ma nell’ascoltare le parole della prof ero riuscito a capire che era un progetto nell’ambito del giornalismo, dove avremmo potuto metterci in gioco concretamente. Mi aveva impressionato molto l’idea di poter fare l’intervistatore: “Io intervistatore? Con la poca parlantina che mi ritrovo? No, è una follia.”. Allo stesso tempo però mi affascinava molto qualcosa di quella follia. “Lo faccio?” pensai. Nessuno aveva ancora alzato la mano, così decisi di farlo io per primo.

Ai primi incontri parlavamo di cose che non centravano assolutamente niente con il giornalismo, infatti trattavamo argomenti sulla morale. Mi stavo sbagliando: qualche lezione dopo ho capito che l’argomento di cui si discuteva fosse la deontologia professionale, parola e argomento di cui non avevo mai sentito parlare. Dopo quelle lezioni capì che fare giornalismo fosse una cosa molto delicata e che il giornalismo stesso, se fatto male, fosse una delle armi morali più pericolose che esistono.

Dopo qualche lezione ho iniziato a sentire il peso della responsabilità personale: i nostri due insegnanti iniziano a rimproverarci per gli errori da noi compiuti. Il giorno della scelta del ruolo, non ho esitato e ho fatto la follia: ho deciso di ricoprire il ruolo dell’intervistatore. Agli incontri seguenti abbiamo fatto delle interviste ai nostri insegnanti per fare pratica. Per fortuna mi hanno detto che non ero male.

Adesso, da tre giorni sono completamente immerso nella parte e riesco a sentire la responsabilità che porto.

E’ stata un’esperienza che mi sarà molto utile nella vita e in pochissimo tempo mi ha fatto crescere molto. Mi sento di dovere ringrazio infinitamente i nostri insegnanti Igor e Cinzia per quello che ci hanno dato e che ci stanno ancora dando.

Manuel Giustizieri

3C – Liceo scientifico “Duca degli Abruzzi”

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