Un altro progetto di alternanza scuola-lavoro. Un altro progetto noioso in cui si fa il compitino per raggiungere le 200 ore in fretta. Un altro progetto probabilmente a cui non parteciperò più dopo la seconda lezione. Questi sono i primi pensieri quando ho accettato di partecipare. E invece no, mi sbagliavo alla grande. Abbiamo iniziato con le prime riunioni, mi hanno facilmente convinto del progetto e ho iniziato ad andare alle prime lezioni di grafica. Una prima mezz’ora di teoria (conoscenze basilari ma fondamentali per lavorare) e le 3 ore e mezza successive di lavoro di gruppo per creare un logo per gli assoluti di scherma. Finalmente ho imparato a usare alcuni programmi come Adobe o Photoshop, ho fatto lavoro di gruppo che è sempre un’esperienza positiva e infine sono cresciuto e ho lavorato con la fantasia, l’innovatività, che non ho mai avuto. Il progetto si è concluso in 6 lezioni per dare spazio alla realizzazione della mostra in cui venivano esposti i nostri lavori. Durante la preparazione e l’organizzazione ho imparato e conosciuto le problematiche organizzative del preparare una mostra: difficile, complicato, stressante e faticoso. Ho speso molte ore fuori dall’orario scolastico a lavorare alla mostra, che sia attaccare i cartelloni o preparare tavolini o disegni. Nonostante la fatica il lavoro finito mi ha fatto sentire appagato, felice. La mostra faceva parte di ” èstoria “, nota manifestazione goriziana, al cui termine si conclude tutto. Smantelliamo tutto, la sala vuota dà quasi tristezza ma so che il progetto non è finito, manca il vero evento: gli Assoluti.
Mercoledì mattina non ci posso essere, i prof vogliono la nostra presenza a scuola. Il pomeriggio però siamo subito operativi e una volta arrivato lì mi accorgo subito che è qualcosa di divertente e istruttivo allo stesso tempo. Passano i giorni e mi convinco sempre di più della bella esperienza che è simulare un vero ufficio stampa di un giornale nazionale. Non ho un ruolo vero e proprio, dopotutto non ho partecipato ai corsi di comunicazione. Aiuto qui, aiuto là, faccio quello che posso fare, anche i lavori più noiosi ma lo faccio con il sorriso. Guardo gli altri, imparo da loro e dai loro errori. Una sera capita addirittura di fare un’intervista, mi diverto un mondo e mi pento di non aver fatto comunicazione ma è inutile guardare al passato.
Quello che sicuramente posso cogliere da questa esperienza è finalmente il lavoro, non l ‘alternanza come ore in più per apprendere più conoscenze ma finalmente l’alternanza come iniziazione al mondo del lavoro, oltre ad aver trovato dei colleghi fantastici e volenterosi e dei tutor (Cinzia Lacalamita e Igor Damilano) professionali, determinati e simpaticissimi.

Marco Geraci

3A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”