RACHELE ORTOLAN: l’esperienza alternanza scuola-lavoro

Abbiamo iniziato questo progetto di alternanza scuola-lavoro a fine marzo, non avendo molte informazioni su di esso.  Sapevamo che ci sarebbero state delle lezioni di formazione, per poi passare a quattro giornate sul campo.

Siamo in quaranta e proveniamo da tre scuole diverse. I primi mesi, quindi, ci sono anche serviti per conoscerci e imparare a non avere paure e vergogne tra noi.

I nostri due insegnati: Cinzia Lacalamita e Igor Damilano, ci hanno subito fatto capire quale fosse il mondo del giornalismo e della comunicazione, perché è di questo che ci occupiamo. Lezione dopo lezione, hanno cercato di trasmetterci tutto quello che conoscono, anche raccontandoci le loro esperienze e i loro errori, ma soprattutto ci hanno trasmesso la loro passione.

Ci siamo divertiti durante questi corsi, ma ci sono anche stati dei momenti di tensione, in cui abbiamo trattato argomenti molto seri, come la diversità, e difronte ai quali nessuno di noi si è mai arreso, perché abbiamo imparato ad essere una squadra. “se sbaglio io, sbagliano tutti” ci ha detto Cinzia, facendoci piano piano capire il peso della parola responsabilità.

Dopo due mesi in cui abbiamo imparato, oltre che alle basi del giornalismo, a metterci in gioco, abbiamo iniziato le quattro giornate agli Assoluti di scherma.

Il mio ruolo è quello di caporedattore, ovvero correggo gli articoli e li passo al direttore. Dovendo aspettare che gli articolisti e gli intervistatori scrivessero i loro articoli, ho avuto molti tempi morti, in cui, però, ho potuto guardare da vicino le gare di scherma ed entrare in questo mondo, a me sconosciuto.

Da questa esperienza ho quindi imparato diverse cose. Oltre che a conoscere questo affascinante sport, ho capito che noi giovani siamo utili e soprattutto abbiamo delle grandi potenzialità, anche se spesso non ci vengono riconosciute dagli adulti.

La mia unica critica è, quindi, quella del tempo perso, perché lo ritengo prezioso e soprattutto perché non mi piace stare con le mani in mano. Nonostante ciò, credo sia stata un’esperienza che mi porterò sempre nel cuore e spero di poterla sfruttare nel futuro.

Rachele Ortolan

4AL – Liceo Classico “Dante Alighieri”

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