Oggi è l’ultimo giorno. È l’ultimo giorno del nostro percorso. Un sentiero, più che un percorso. Il vocabolo “sentiero” non è stato aggiunto a casaccio.
“Ragazzi – chiedeva la professoressa Saponara – c’è un progetto dell’UGG sugli assoluti di scherma. Chi vuole partecipare?”. È incominciato tutto da qui. Una proposta su uno dei tanti progetti dell’Alternanza Scuola lavoro.
Ecco, lì eravamo all’inizio di questo sentiero, ma la nebbia dell’euforia di un nuovo programma extrascolastico probabilmente ostacolava la vista di ciò a cui saremmo venuti incontro.
E abbiamo intrapreso questo viottolo, che nessuno avrebbe mai pensato ci potesse far arrivare a una delle viste più belle. I primi incontri pomeridiani sono stati come i primi dieci passi mossi verso la meta, avevamo appena calcato questo sentiero.  Lezione dopo lezione, passetto dopo passetto, dopo dei mesi, siamo arrivati a un punto dove il sentiero si è reso più ripido e ghiaioso.
Sì, prima qualcuno è inciampato su qualche sassetto, ci sono state delle sfuriate anche tra noi nella camminata, ma tutto nella norma.
Ora, se alziamo lo sguardo, notiamo un dislivello notevole, con il sentiero che a zig zag costeggia i lati di questa montagna e si perpetua in mezzo ad essa.
Senza accorgercene, dando un’occhiata indietro, avevamo camminato eccome.
Ma ora è diverso: il sentiero non è più pianeggiante, lieve, tranquillo. Ora ci sono lati scostanti, punti pericolosi  e chissà cos’altro, oltre quel velo di nuvole che oscurano la nostra vista.
Incominciavano, proprio in quel momento, gli assoluti veri e propri, ciò per cui siamo stati formati e abbiamo lavorato per mesi interi.  
Ed è proprio in questo istante che ci siamo resi conto una volta per tutte di essere un gruppo unito e forte.
Ci siamo avviati con un po’ di timore, ma convinti di voler arrivare alla fine del percorso fieri di quello che avevamo fatto. I due leader del gruppo, Igor e Cinzia, ci hanno dato la carica che ci serviva a unirci per raggiungere un obbiettivo tutti insieme.
Nel mezzo della durata degli assoluti, ci siamo tenuti per mano e ci siamo spinti l’un l’altro e senza forse comprenderlo, spronati da una collaborazione collettiva che probabilmente nemmeno noi ci aspettavamo, siamo arrivati alla fine del sentiero. Abbiamo rialzato il viso in alto, come avevamo fatto quando il sentiero si era reso così apparentemente e fottutamente complesso.
Prima di notare cosa c’era alla fine di questo sentiero, eravamo orgogliosi di quello che eravamo riusciti a fare. Il cuore ha preceduto l’occhio e l’emozione che abbiamo provato è stata di estrema soddisfazione.
Poi ci siamo resi conto di dove ci trovavamo: era la vista più bella a cui un uomo potesse aspirare.
Sapete cos’era? Era la consapevolezza.
Siamo arrivati alla conclusione di un percorso consapevoli di essere maturate come persone, a livello umano e relazionale. Siamo consapevoli di essere stato un gruppo formidabile, disponibile e che nei momenti di difficoltà ha saputo tirare fuori i coglioni.  Siamo consapevoli di aver lavorato sodo in qualsiasi lezione pre-assoluti e che il risultato è stato fenomenale. Siamo consapevoli di aver intervistato persone importanti e di aver scritto più di centottanta articoli in tre giorni scarsi.
Siamo consapevoli che la gloria nell’osservare questo paesaggio mozzafiato che prova ognuno di noi, è la gloria di tutti noi. Questo perché nonostante tutto, ci siamo arrivati assieme. Qualcuno si è fermato quando è inciampato sul sassetto e forse è meglio così. Nonostante dei momenti non favorevoli, abbiamo tirato fuori la forza per continuare. In mezzo abbiamo trovato anche un altro camminatore che ha cercato di sabotare il nostro percorso, lanciandoci qualche ramo  tra le gambe, non riconoscente del fatto che parte del sentiero che abbiamo percorso, glielo abbiamo spianato noi.
Ma un gruppo congiunto come il nostro scampa a questo tipo di imprevisti.
Oggi è l’ultimo giorno di questi assoluti di scherma. Siamo dispiaciuti di poter godere di questa fantastica visuale ancora per poco.
Con occhi pieni di gratitudine guardiamo Cinzia e Igor, coloro che hanno reso possibile questa “scalata” e che hanno preso una quarantina di quasi sconosciuti e ne hanno fatto un gruppo di lavoro solido e operante. Senza di loro tutto ciò non sarebbe stato minimamente immaginabile. Però siamo qui. Sulla vetta delle nostre potenzialità. Ci godiamo ancora questa visuale che non ci stanca mai e ci rivoltiamo, per l’ennesima volta, verso la valle da dove siamo partiti. Ora siamo convinti del fatto che siamo persone cresciute e sicure di loro.
Ripensiamo ancora al sassetto, ai rami lanciati sulle gambe, alle sfuriate, … e ci rendiamo conto che probabilmente un viaggio così non si ripeterà.
Mi piacerebbe scrivere “una volta finiti di ringraziare Igor e Cinzia, torneremo a casa” perché vorrebbe dire che non rincaseremo mai, perché mai finiremo di ringraziarli.
Non è facile ora rinunciare a questo panorama, ma penso che faremo qualche foto da incorniciare e posizionare nel nostro cuore.
Ciao sentiero, brinderemo a te che, con l’aiuto incessante dei leader, ci hai dimostrato quanto potessimo valere.
Tra un po’ torneremo e chi può sapere se un domani ci rincontreremo, magari sempre con Igor e Cinzia, ai piedi di una valle che mostra un altro sentiero.
Dopo un percorso così, nessuno di noi lo può sapere, ma tutti ci speriamo.

Sartori Roberto
3 A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”