7 giugno 2017, primo giorno dei Campionati Assoluti di scherma. L’atmosfera è già calda, specialmente per noi ragazzi che partecipiamo al progetto di Alternanza scuola-lavoro convenzionato con l’ente UGG.

Giorgio Caruso, addetto stampa e giornalista, è intervenuto per una breve spiegazione riguardo la scherma, al fine di avvicinarci maggiormente allo sport con il quale ci troviamo a contatto.

«Oggi abbiamo il fioretto maschile, la spada maschile e la sciabola femminile, tutti individuali», ci spiega. «Ma vediamo in cosa consiste la differenza fra le tre armi: il fioretto lo riconoscete perché i fiorettisti hanno il bersaglio valido ben delineato, che è il corpetto. Cioè, per fare punto tirando di fioretto, io devo colpire il corpetto in busto dell’avversario, includendo il collo ma non le braccia, bisogna inoltre colpire di punta.»

Poi prosegue con la sua spiegazione, parlandoci di un’altra categoria: «La spada: è l’arma più semplice da comprendere, perché il bersaglio valido è tutto il corpo. Quindi dalla testa sino ai piedi se io ti colpisco ho fatto punto, se tu mi colpisci ovviamente hai fatto punto tu.

Infine abbiamo la sciabola: è l’arma più veloce e più dinamica, e può colpire di punta, di taglio e di controtaglio. Può colpire come bersaglio valido tutto il busto, come il fioretto, ma comprese le braccia e la testa.»

Oltre alle armi, ci ha spiegato anche com’è strutturata una giornata tipo, ecco cosa accade: «C’è una direzione di torneo, che gestisce tutto il tabellone e gli assalti. Ogni assalto ha due arbitri, uno al video-arbitraggio alla telecamera, mentre l’altro che determina l’assegnazione del punto: nel fioretto e nella sciabola, visto che sono armi convenzionali, è l’arbitro a determinare chi porta l’attacco. Deve ricostruire l’azione. Nella spada, invece, l’arbitro si limita ad individuare chi dei due ha toccato l’altro, non c’è una convenzione. Se nel fioretto entrambi tocchiamo il bersaglio valido, quindi si accendono entrambe le luci», aggiunge, «è l’arbitro che deve determinare chi ha fatto il punto, in base alla convenzione: se io ho portato l’attacco e ho toccato, ho fatto punto. Ma se lui nel difendersi mi ha toccato, non vale, a meno che lui non abbia parato in attacco, toccando la lama e interrompendo così la mia azione d’attacco. L’arbitro ha un ruolo fondamentale perché deve andare a ricostruire questa vicenda.»

Laura Agostini, Francesca Kenda

IV A – Liceo Classico “Dante Alighieri”