Ho deciso di partecipare a questo progetto di alternanza scuola-lavoro perché mi è sempre piaciuto scrivere. Nell’ambito del giornale non ero mai stata troppo brava ed è stata una bella occasione per cercare di migliorarmi.

Alla prima riunione sono stata subito colpita dalla determinazione di Cinzia e dal carattere carismatico di Igor. Nel corso delle lezioni abbiamo imparato a conoscerci fra di noi, ragazzi ed educatori. Entrambi ci hanno raccontato di loro, della loro carriera e delle loro esperienze lavorative, ma anche della loro vita; penso che sia stata una cosa grande, non è da tutti mettersi così allo scoperto davanti a dei ragazzi che in fondo ancora non si conoscono bene; l’ho apprezzato tanto, e sono state proprio queste condivisioni a far si che capissimo come loro lavoravano e a unirci come gruppo. Igor e Cinzia sono stati anche duri con noi, ma personalmente mi hanno fatto capire almeno un po’ come funzionano le cose nel lavoro, e che tipo di persona voglio essere io una volta che mi approccerò ad esso. All’inizio non ho capito bene come gli insegnamenti che ci stavano dando avrebbero potuto aiutarci una volta giunti nella redazione, ma poi mi sono resa conto  che dietro c’era un disegno preciso. Con gli altri ragazzi mi sono trovata davvero molto bene, pur con le prime difficoltà di approccio. Quando siamo arrivati alla Fiera c’erano tante cose organizzative che non andavano, ma noi nella nostra redazione avevamo tutto ciò che ci serviva. Abbiamo fatto un po’ di difficoltà all’inizio, e non poteva che essere così. Poi le parole e i rimproveri ci hanno fatto guardare intorno, e capire come andava svolto il lavoro. Penso che siamo diventati un organo perfettamente funzionante, che riesce ad articolarsi in così tanti ragazzi tutti insieme che guardano ad uno stesso obbietivo.

Questa esperienza mi ha lasciato tanto anche dal punto di vista degli atleti, vedere la determinazione di certi ragazzi è stata una cosa davvero speciale, se loro, alla mia età sono riusciti a partecipare alle Olimpiadi, allora io, se lo volessi e se ci credessi veramente, cosa ci sarebbe che non potrei fare? Anche il tipo di lavoro che ho scelto di fare mi ha dato la possibilità di stare a contatto con le persone, e penso che questo comporti sempre una crescita.

Non penso che un giorno diventerò una giornalista, ma questo progetto mi ha aiutata ad avvicinarmi di nuovo alle parole e alla scrittura che tanto amavo, e che erano diventate un po’ più opache e vuote ultimamente.

Sofia Munafò

3C – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”