Abbiamo scoperto di questo progetto a Marzo, grazie alla madre di un nostro compagno, Alessandro Vescini, che collabora con l’Unione Ginnastica Goriziana, attorno a Marzo. Mi è sembrata subito una bella idea, perché si trattava di unire il giornalismo con lo sport, due cose che mi piacciono molto. Inoltre l’avevo trovata una buona occasione di avvicinarmi alla scherma, di cui non conoscevo quasi nulla. Il 28  marzo abbiamo conosciuto Igor Damilano e Cinzia Lacalamita. Nel momento in cui li ho conosciuti ho capito di aver fatto la scelta giusta: hanno saputo comunicare con noi nel modo giusto, ci hanno fatto cogliere il loro carattere e il loro modo di fare da subito. Durante i vari incontri, il loro modo di fare mi ha colpito: a differenza di tanti adulti, erano capaci di parlarci, di farsi capire da noi ragazzi, ma soprattutto di capire noi. Per questo ho deciso di aprire loro il mio cuore, così come loro hanno fatto con noi, dando la possibilità a me stessa di imparare. Durante queste lezioni pomeridiane, iniziate il 29 marzo e proseguite fino al 6 giugno, abbiamo imparato a relazionarci, combattuto molte delle nostre paure, imparato cosa significa “deontologia professionale”, forse la cosa che ci servirà più di tutte nella vita (e che servirebbe anche a molti adulti al giorno d’oggi). Durante queste lezioni però abbiamo anche appreso cosa significa veramente essere sensibili, neutrali alle disabilità altrui, così da non trasformare coloro che portano delle disabilità in “fenomeni da baraccone”, a vederli come chiunque altro, perché loro sono capaci esattamente quanto noi. Il 7 giugno sono poi cominciati gli Assoluti, e in quel momento ho capito ancora di più che avevo fatto la scelta giusta. In questi giorni abbiamo lavorato molto, a lungo e duramente, e ne è valsa la pena. Abbiamo avuto la prova che ciò che ci è stato insegnato da Cinzia e Igor è servito veramente, perché siamo arrivati ai giorni dell’evento assolutamente pronti. Sono molto soddisfatta di come ha lavorato questa grande squadra, sempre in armonia. Abbiamo scritto molteplici articoli, superando i 200 in soli quattro giorni. Sicuramente presentano errori, ma nessuno è nato sapendo già fare le cose, e questo è stato il nostro modo di iniziare ad imparare, a capire quali errori facevano e ci siamo migliorati. Con questo progetto di alternanza scuola-lavoro ritengo di essere cresciuta molto, soprattutto nelle relazioni con gli altri, nel modo di concepire la disabilità, ma anche nel rapportarsi con chi è “famoso”, perché alla fine, loro sono persone normali esattamente come noi. 

Ringrazio sia il Polo Liceale per aver dato questa grande opportunità a noi ragazzi, ma soprattutto Cinzia Lacalamita e Igor Damilano, perché senza loro, il progetto non sarebbe sicuramente stato così bello. 

Ad Igor e Cinzia, ovunque andrete speriamo sempre di riportavi Damilano qui da noi a Gorizia, attirandovi con Lacalamita. 

Anthea Borri

3A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”