Inizio col dire che quest’esperienza è stata senza dubbio unica e prima nel suo genere. Non avevo mai avuto a che fare con il mondo lavorativo e soprattutto con questo tipo di lavoro, che a parere mio è uno dei più coinvolgenti ed interessanti.

Gli incontri con Igor e Cinzia sono stati particolari,ma molto istruttivi, anzi credo che sia proprio grazie a questa particolarità che sono stati così d’aiuto per noi ragazzi.

Il modo in cui ci provocavano per avere risposte coinvolgenti e controcorrente,come si approcciavano con noi, non c’erano “radi d’importanza”, erano sullo stesso nostro gradino e ci hanno fatto intendere che eravamo alla pari. I “giochi” per testare la nostra fiducia, per dedicarci due muniti a noi stessi e per riflettere sul nostro stato d’animo e sulle nostre emozioni, per conoscere gli altri componenti del gruppo, per lasciarci fare cose che non avremmo mai pensato di poter e voler fare. Gli imput che ci hanno dato per iniziare questa nostra piccola “carriera”, la fiducia che ci hanno concesso, permettendoci di scrivere, avere pareri, criticare. Tutti questi piccoli, ma importanti “pezzettini” hanno creato questo fantastico gruppo che sta lavorando assieme per il giornale tutto suo. Ma soprattutto, hanno regalato a noi ragazzi un bagaglio di informazioni, sensazioni, emozioni e scoperte che ci porteremo avanti per tutta a vita.

 Entrando in contatto con il vero e proprio lavoro, devo dire però che sono rimasta un po’ disorientata. Pensavo che il mio ruolo all’interno della redazione, quello di editorialista, fosse diverso. Mi piaceva l’idea di poter scrivere opinioni e considerazioni personali, mi piace tutt’ora perché mi da un senso di libertà, ma non è semplice. Mi sono sentita “inutile”, vedevo intervistatori, fotografi e direttori che erano sempre al lavoro e non si fermavano mai, mentre io non sapevo come rendermi utile.

Questo non toglie che comunque è stata un’occasione che mi h aperto gli occhi di fronte a questo genere di lavoro e che mi ha fatto provar sensazioni completamente nuove.

 Caterina Scarel

3B – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”