Quali sono le problematiche del mondo paralimpico per quanto riguarda la scherma?

Allora, non è facile; perché è difficile per noi a vederlo da fuori, però poi quando c’entri dentro diventa una cosa normale, capito? Noi c’abbiamo tante idee “Ah oddio poverini come fanno come non fanno”, son talmente autosufficienti che non ti dico. Io la prima volta che ho accompagnato in aeroporto un gruppo di persone in carrozzina una c’aveva la sua carrozzina personale, la carrozzina da gara, la sacca da scherma e il suo bagaglio. Le dico “Vuoi una mano?” “No.” “Scusa ma come fai?” “Ti faccio vedere”, lui seduto con la carrozzina davanti e si spingeva, gli faccio “Ma se non ce la fai?” “Eh chiedo a qualcuno qual è il problema?” quindi mettiamo da parte il buonismo, evidentemente i problemi sono altri.

Lei cosa si aspetta da questa competizione?

Mi aspetto che facciano bene come tutti gli altri, perché per venire a fare questa gara loro hanno fatto un percorso di almeno due prove, perché se hai fatto almeno due prove sei qualificato, altrimenti non puoi venire. Quindi tutti hanno fatto due prove, sono molto motivati a venire qua e tutti daranno il massimo, poi lo vedremo domani.

Lei com’è che si è appassionata a questa disciplina?

Io ho sempre lavorato nella Federazione Scherma e mi occupavo di normodotati; poi nel 2010 il CIP, che è il Comitato Italiano Paralimpico, ha deciso di dare ad ogni federazione la sua parte paralimpica. Quindi, quando mi è stato parlato col presidente della federazione ha individuato una persona che potesse seguire la paralimpica e ha pensato di affidare l’organizzazione a me e quindi da lì abbiamo cominciato a inventarci tutto, credimi, tutto a partire da una scrivania vuota, un computer vuoto e dovevamo riempirlo, quindi ci siamo inventati regolamenti, perché naturalmente la scherma paralimpica esisteva già, però non era con noi, quindi abbiamo dovuto adattare tutti i regolamenti, abbinarli ai nostri e farne uno assoluto, una regolamentazione unica, è stato un sistema per unificare, per non farli sentire diversi, sono identici agli altri, nel tesseramento, nei punteggi e tutto. La cosa complicata tanto per dirti, vedi questi ragazzi tirano tutti in piedi, non hanno bisogno di aiuti, mentre le carrozzine nostre sono fissate alla pedana di gara per cui ogni volta è necessario avere due volontari per ogni carrozzina per legarli e slegarli ogni volta.

Loro cominceranno a tirare da domani, giusto?

Domani mattina dalle 8 e mezza fino a sabato. Perché domani c’è la spada, mentre sabato il fioretto e poi la sciabola.

Dopo quest’evento i ragazzi disabili avranno qualche altra gara importante? Ad esempio i normodotati avranno gli europei, loro invece?

I nostri l’anno scorso avevano le paralimpiadi, il prossimo anno avranno gli europei, mentre quest’anno i mondiali, che si terranno a Roma.

Andrea Minin

3C – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”