Giorgio Scarso, presidente di Federscherma, durante la cena di gala nella sede dell’Unione Ginnastica Goriziana ha tenuto un discorso in cui si complimenta per l’organizzazione della manifestazione.

 

Dopo il bellissimo discorso mi sembra lecito chiederle il suo parere sull’organizzazione di questi assoluti

Noi eravamo coscienti di andare in una città dove non vi era una grandissima tradizione di scherma, pertanto è stata una scommessa che abbiamo fatto insieme all’amministrazione comunale e all’Unione Ginnastica Goriziana e devo dire che la scommessa è stata vinta in quanto gli atleti hanno ben gareggiato e si sono trovati a loro agio e non hanno avuto problemi nei trasporti e nella scelta degli alberghi. Quindi credo di poter dire che è stata una scommessa vinta dalla federazione italiana scherma e dalla città di Gorizia, questo ci fa capire che osare ogni tanto si deve con la dovuta cautela e la dovuta prudenza però le sfide arricchiscono l’uomo, il contesto sociale dove si opera e oggi posso congratularmi con tutti gli attori di questa kermesse.

 

Come ha detto in precedenza Gorizia non ha una tradizione di scherma, secondo lei il pubblico era pronto per un evento del genere?

Io credo che inizialmente il pubblico non si rendesse conto della portata dell’evento. Oggi ho avuto la percezione che il “tam tam” di questi giorni ha alzato il tasso di curiosità, infatti stasera ho visto le finali con le tribune stracolme di gente e la stessa gente che faceva domande sulla scherma. Mentre nelle grandi città il pubblico è avvezzo alla scherma, qui erano persone che si avvicinavano per la prima volta e da un punto di vista federale a noi interessa maggiormente un nuovo adepto che conosca questo sport piuttosto che una persona che già conosce. Quindi il pubblico non va contato soltanto in unità numerica ma per il valore che rappresenta. Quello di Gorizia ha un valore aggiunto in quanto gente che si avvicinava per la prima volta alla scherma dal vivo ha avuto il modo di apprezzare questo sport. Momento importante è stato durante le gare paralimpiche dove la partecipazione della gente ha dimostrato che si può fare anche nelle piccole città.

 

 Alessandro Vescini

3A – Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”

Photo by Marco Geraci – 3A Liceo Scientifico “Duca degli Abruzzi”